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Pubblicato il 05 Dicembre 2017

Mancano pochi giorni al suo arrivo e tutti, in particolare i bimbi, lo attendono con trepidazione. Stiamo parlando di Babbo Natale. Il vecchietto pancione vestito di rosso è amato e conosciuto in quasi tutto il mondo, ma le sue origini sono strettamente legate al territorio pugliese, e in particolare al capoluogo.

Infatti, il santo patrono della città di Bari, San Nicola oltre che figura religiosa che unisce religioni cattoliche e ortodosse, oriente e occidente, è stato, in un certo senso il primo Babbo Natale della storia.

Partendo dalla storia del santo e seguendo le versioni di questa che nel corso dei secoli si sono avvicendate e hanno letteralmente fatto il giro del pianeta, nasce la figura di Babbo Natale così come lo conosciamo tutti quanti noi oggi.

Ma facciamo un passo indietro, e soffermiamoci sulle ragioni principali, che in un misto tra storia e leggenda ci permettono di capire come dal santo sia “nato” poi Babbo Natale.

Per prima cosa, il nome, Babbo Natale, dalle popolazioni anglosassoni è conosciuto come Santa Claus, che significa appunto San Nicola.

Poi ci sono fattezze fisiche, in particolare quelle del viso. In base alle ricostruzioni storiche, il Santo di Myra, che all’epoca, nel 1200 era un sacerdote, aveva una carnagione olivastra e capigliatura e barba bianca molto folte di colore bianco, tratti fisiognomici presenti anche in Babbo Natale.

Soprattutto ci sono le azioni, che caratterizzano le due icone e le accomunano.

Il compito principale di Babbo Natale è quello di portare regali ai bambini e San Nicola era famoso per i suoi miracoli, i più importanti riguardano i doni e i fanciulli. Nel primo a tre ragazze, donò nella notte a loro insaputa, tre sacchi d’oro, il che gli permise di salvarsi da un amaro destino. Nel secondo tre fanciulli, che erano stati uccisi e serviti come pasto in un’osteria, furono letteralmente resuscitati per opera del santo.

Rispetto a questi miracoli, dunque, secondo la tradizione di alcune zone dell’Italia e anche dell’arco alpino fino ad arrivare in Germania, il culto di San Nicola e contestualmente l’usanza di fare doni ai bambini, si celebrano il 6 dicembre, giorno in cui ricorre la morte del santo.

Sono dovuti passare lunghissimi anni, affinché San Nicola la figura mitologica alla quale per tanto tempo era stata affidato il compito di recapitare doni, cedesse il passo al nostro Babbo Natale. Ad ogni modo questa usanza di fare doni per Natale è diffusa in tutto il mondo ha avuto il suo compimento negli Stati Uniti.

Qui infatti la figura leggendaria che portava i regali assunse negli ultimi due secoli dei tratti ben definiti, spogliata concettualmente da qualsiasi caratteristica religiosa, le venne attribuita, una vera “divisa” riconosciuta in tutto il mondo.

Fu un illustratore che disegnò il nostro Babbo Natale, un adulto grassottello con una tutta rossa con i bordi di pelliccia bianca, che guida una slitta trainata da renne che arriva dal Polo nord, e grazie anche all’utilizzo che di questa illustrazione fece una nota azienda di bevande per pubblicizzarsi, che Babbo Natale fece un’immigrazione al contrario, dagli Stati Uniti ritornò in Europa e nelle case di tutti noi.